CAMPO MORO, 1995m (Sondrio)



Accesso da Sondrio 30,5 Km

Distanza (km)

Dislivello (m)

Pendenza (%)

Sondrio(294)-bivio Sant'Anna(408)
1,7

114

6,71

bivio Sant'Anna(408)-Mossini(466)
1,3

58

4,46

Mossini(466)-Gualtieri(610)
2,5

144

5,76

Gualtieri(610)-Prato(665) 
2,0

55

2,75

Prato(665)-bivio Torre Santa Maria(726)
1,6

61

3,81

bivio Torre Santa Maria(726)-rotonda Caspoggio(938)
3,8

212

5,58

rotonda Caspoggio(938)-rotonda per Chiesa Valmalenco(953)
1,5

15

1,00

rotonda per Chiesa Valmalenco(953)-Lanzada(983)
1,5

30

2,00

Lanzada(983)-Tornadri(1061)
1,5

78

5,20

Tornadri(1061)-5° tornante(1235)
2,3

174

7,57

5° tornante(1235)-6° tornante(1302)
1,1

67

6,09

6° tornante(1302)-ecomuseo(1361)
1,0

59

5,90

ecomuseo(1361)-Franscia(1502)  
2,2

141

6,41

Franscia(1502)-14° tornante(1658)

1,9

156

8,21

14° tornante(1658)-21° tornante(1846)

2,0

188

9,40

21° tornante(1846)-incrocio Prabello(1949)

1,2

103

8,58

incrocio Prabello(1949)-Campo Moro(1995)

1,4

46

3,29




La strada asfaltata di servizio per le dighe percorre la valle del torrente Lanterna, la principale laterale della Valmalenco, ai piedi del Pizzo Scalino (3323m) ed arriva in località Campo Moro, presso l'omonima diga, attraversando nell'ultimo tratto numerose gallerie, lunghe, fredde e non illuminate, e richiede ai ciclisti di essere adeguatamente equipaggiati per essere visibili ed illuminare le gallerie.
Il percorso presenta una prima parte trafficata con pendenze impegnative alternate a tratti facili fino a Lanzada; da Lanzada la salita è impegnativa ma non ripida; dopo Franscia invece le pendenze sono decisamente dure mentre il finale è facile.

Il percorso inizia a Sondrio dove si imbocca la Via Bernina ad una rotonda (294m) nella zona occidentale del capoluogo valtellinese seguendo le indicazioni per la Valmalenco; dopo 200 metri quasi piani si comincia a salire con forti pendenze e si affrontano gli impegnativi 1° tornante (344m) e 2° tornante (382m) mentre si gode un bel panorama sulla città ed il tratto centrale della Valtellina.
In corrispondenza dell'incrocio (408m) con la diramazione a sinistra per la frazione di Sant'Anna si supera un crinale e si incontrano 300 metri di falsopiano, poi si riprende a salire affrontando il 3° tornante e lasciando a sinistra ad un incrocio (445m) la strada per Triangia.
Il tracciato attraversa la parte più elevata (466m) della frazione di Mossini il cui centro rimane più in basso (453m) rispetto alla strada provinciale; dopo un breve falsopiano la strada entra nella Valmalenco e si snoda in costa nel bosco con dure pendenze.
Dopo l'incrocio (610m) dove si lascia a destra la breve diramazione di accesso alle poche case di Gualtieri (623m) si percorre un moderno viadotto al cui termine (636m) si entra nel territorio del comune di Torre Santa Maria.
Subito dopo si lascia a sinistra ad un incrocio (643m) la diramazione per la frazione Cagnoletti e si procede in moderata ascesa prima di iniziare a scendere leggermente fino a Prato (665m), dove si lascia a destra una breve diramazione per il comune di Spriana (754m) che attraversa su un ponte il torrente Mallero.
Dopo un tratto abbastanza rettilineo lungo il torrente si oltrepassa la frazione Tornadù (698m) e si arriva ad un incrocio (726m) dove occorre scegliere tra due percorsi paralleli: il vecchio e più tortuoso tracciato che attraversa il paese di Torre Santa Maria e raggiunge il centro di Chiesa in Valmalenco, da dove si sale a Primolo (1274m) e a Chiareggio (1612m) oppure la nuova strada, più ampia e frequentata che evita i centri abitati.
Il tracciato moderno attraversa su un ponte (728m) il torrente Mallero e si snoda con impegnativa pendenza sul lato orientale della valle, ben ombreggiato al mattino; si oltrepassa l'incrocio (774m) con un'altra strada di accesso a Torre Santa Maria.
Dopo gli stretti e ravvicinati 4° tornante (901m) e 5° tornante (915m) si lascia a destra ad una rotonda (938m) la diramazione per Caspoggio (1093m) e dopo una breve rampa si procede in leggera ascesa e falsopiano mentre a sinistra si osserva l'esteso centro abitato di Chiesa in Valmalenco (960m).
Ad un incrocio (948m) si lascia a sinistra una diramazione che scende ad attraversare il torrente Mallero e raggiunge Chiesa in Valmalenco; dopo il moderno ponte sul torrente Lanterna, affluente del Mallero, si arriva ad una rotonda (953m) presso il campo sportivo dove si svolta a destra per raggiungere facilmente in breve Lanzada mentre a sinistra si può raggiunge la località Costi nella parte settentrionale di Chiesa in Valmalenco per poi proseguire per Chiareggio (1612m).
Fra le case di Lanzada si incontra un bivio (978m) dove la strada tiene a destra scendendo brevemente; se si svolta a sinistra si percorre la via principale del paese in pavè dove si trova una bella fontana prima di arrivare al municipio ed alla chiesa parrocchiale (983m) e di scendere brevemente per riportarsi sul tracciato principale.
Nel punto (981m) in cui i due percorsi di attraversamento di Lanzada si riuniscono si deve decidere se percorrere la strada principale a sinistra in forte salita oppure prendere a destra il tracciato che attraversa le frazioni quasi unite di Vetto (1038m) e Tornadri (1061m); al termine delle case di Tornadri i due tracciati si incontrano (1094m) nelle vicinanze del campo di calcio.
Presso una cabina elettrica e l'incrocio a destra per l'Alpe Brusada si trova un'altra fontanella e subito dopo inizia la prima serie di tornanti; abbiamo ricominciato la numerazione da questo punto tralasciando i tornanti del tratto Sondrio-Lanzada perché molti ciclisti intraprendono l'ascesa da Chiesa in Valmalenco o da Lanzada.
Si affrontano dunque in rapida sequenza il 1° tornante, il 2° tornante, il 3° tornante (1207m), il 4° tornante (1219m), il 5° tornante (1235m), in corrispondenza del quale si trova una carreggiabile sbarrata, e si percorrono una galleria lunga 200 metri con fondo in pavè ed una di 50 metri con fondo asfaltato prima del 6° tornante (1302m), in corrispondenza del quale si lascia a sinistra la pista a fondo naturale per il Rifugio Alpe Ponte (1521m).
Il tracciato percorre una galleria asfaltata lunga 35 metri ed una galleria in pavè lunga 220 metri con infiltrazioni d'acqua ma con aperture sul lato a valle e supera l'Ecomuseo Miniera della Bagnada (1361m) prima di una brevissima galleria lunga 30 metri scavata nella roccia.
Si percorre una galleria in pavé di 280 metri divisa in tre tronconi e dopo un ponte ed una curva a destra ci si inoltra dopo una brevissima galleria di 20 metri in una galleria in pavé lunga 310 metri ma con aperture laterali subito seguita da un'altra brevissima galleria di 20 metri e poco dopo una galleria in pavé di 330 metri più scura e senza aperture.
Dopo una zona di cave si supera la Cà Valbrutta, si attraversa con un ponte il torrente Lanterna, e si imbocca un'altra galleria in pavé lunga 250 metri mentre la valle si chiude in una gola strettissima; al termine della galleria si sbuca nell'amena conca di Franscia (1502m), dove si trovano 2 ristoranti, ai piedi delle selvagge gole dello Scerscen.
Su fondo sempre asfaltato si continua sul lato orientale della valle con altri 15 ripidi tornanti che consentono di elevarsi in una valletta laterale: dopo il 7° tornante (1536m) ed altri 5 tornanti molto ravvicinati nel bosco si raggiungono l'Alpe Palù di Caspoggio (1626m) e subito dopo il 13° tornante (1631m).
Il tracciato affronta ancora nel bosco con pendenza sempre dura il 14° tornante (1658m), il 15° tornante (1685m), il 16° tornante, il 17° tornante (1739m), il ravvicinato 18° tornante (1747m) ed il 19° tornante (1767m) in località Largone, il 20° tornante (1808m) ed il 21° tornante (1846m).
Si continua ripidamente e dopo una galleria (1900m) lunga 80 metri se ne percorre una lunga 130 metri e si raggiunge uno spiazzo con parcheggio presso l'incrocio (1949m) dove si lascia a destra una carreggiabile chiusa al traffico motorizzato non autorizzato che conduce all'Alpe Campascio di Caspoggio (2078m), all'Alpe Campagneda (2145m) ed all'Alpe Prabello, dove sorge il Rifugio Cristina (2225m).
In moderata ascesa si percorrono una galleria lunga 170 metri che presenta come fondo inizialmente un ottimo sterrato e poi il solito pavè; dopo la successiva galleria lunga 100 metri si supera uno slargo (1963m) presso un edificio del complesso idroelettrico.
Si affrontano in rapida successione le ultime 4 gallerie, lunghe rispettivamente 30 metri, 40 metri, 70 metri e 125 metri, e si incontra il cartello “Campo Moro 1990m” mentre retrospettivamente si gode un ampio panorama sul Pizzo Scalino ed ad occidente svetta il Monte Disgrazia.
Dopo la cappella ed altri edifici si arriva al piazzale parcheggio che si trova alto sopra la diga (1973m) che genera il Lago di Campo Moro presso il Rifugio Poschiavino (1995m) ed appena sotto il Rifugio Zoia (2021m) raggiungibile a piedi; una breve diramazione asfaltata scende alla diga.
Una strada chiusa al traffico motorizzato non autorizzato costeggia il bacino artificiale; dopo 200 metri asfaltati si trova uno spazio per il parcheggio presso una cappellina dalla quale si gode il miglior panorama; la strada asfaltata continua pianeggiante ancora per 500 metri fino al punto in cui termina definitivamente il fondo asfaltato ed inizia un fondo sterrato abbastanza accidentato e non percorribile con biciclette da corsa.
Questo tracciato a fondo naturale supera un incrocio (1995m) e continua a costeggiare il bacino artificiale incontrando due brevi gallerie; al termine del lago incontra un edificio (2025m) e si porta ai piedi della diga che genera il Lago di Alpe Gera e che si raggiunge con stretti tornanti ed una ripidissima rampa cementata; la diga (2129m) si trova in splendida posizione nella parte orientale del massiccio del Bernina.

(Itinerario percorso il 09/07/2016).



La diga di Campo Moro ed il Monte Disgrazia

Massimo davanti al lago di Campo Moro, la diga di Alpe Gera ed i ghiacciai del Bernina

Il Pizzo Scalino visto all'arrivo a Campo Moro



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