Il
valico collega la Valgrana con il Vallone dell'Arma, laterale
della Valle Stura, mediante una stradina stretta e molto ripida,
asfaltata solo nel 1992; alcune carte non riportano il valico e
segnalano ancora la strada come una carreggiabile non asfaltata;
il passo è denominato anche con il toponimo Colle dei
Morti anche se tra i ciclisti è più comunemente
noto come Colle della Fauniera e la carta tecnica regionale del
Piemonte riporta Colle Fauniera. Nella parte superiore la sede
stradale risulta molto stretta ed addirittura in alcuni momenti
risulta difficoltoso l'incrocio tra un'autovettura ed una
bicicletta; in discesa occorre prestare la massima attenzione e
limitare la velocità anche per lo stato in alcuni punti
sconnesso dell'asfalto e la quasi totale mancanza di protezione
verso valle. Le pendenze sono molto ripide su entrambi i
versanti, ma in particolare sono tremende in alcuni tratti della
salita da Caraglio. Le due vallate sboccano in pianura ad una
decina di chilometri di distanza, per cui risulta comodamente
attuabile l'itinerario circolare con la percorrenza di entrambi i
versanti in circa 90 Km. La salita è stata affrontata
nel corso del Giro d'Italia 1999 nella tappa conclusasi a Borgo
San Dalmazzo con la vittoria di Savoldelli.
Sul versante
settentrionale si parte da Caraglio (575m), dove si abbandona la
strada che collega Cuneo e Dronero, per attraversare il centro
dell'esteso abitato ed imboccare l'ampia apertura della Valgrana
salendo dolcemente e costantemente tra le ordinate coltivazioni;
la bella provinciale rettilinea e bene asfaltata supera Valgrana
(642m) e procede sempre in leggera ascesa. Dopo aver superato
il torrente al Ponte Grana si affronta una breve rampa abbastanza
impegnativa e si procede in dolce ascesa fino a Monterosso Grana
(720m); nel paese si affronta una dura rampa che termina poco
prima della cappella di San Giovanni (759m); si continua in
falsopiano lasciando a sinistra la strada per la Val Verde ed in
leggera discesa si raggiunge e supera Istiria (756m). Si
continua in moderata ascesa nella valle che si restringe
progressivamente diventando meno coltivata e più boscosa;
all'inizio di Pradleves (822m) occorre scegliere se percorrere la
circonvallazione oppure attraversare il paese vecchio con una
ripida rampa iniziale che si conclude presso il municipio e la
chiesa, di fianco alla quale si incontra una bella fontana, punto
consigliato per l'approvvigionamento idrico. Dopo aver
percorso quasi in piano il resto del paese si attraversa il
torrente e si penetra in moderata ascesa nelle strette e verdi
gole formate dal torrente Grana; si attraversa più volte
il torrente e si arriva ad un punto nel quale la valle sembra
finire chiudendosi completamente; invece dopo una breve
semigalleria si scopre che la valle procede con strette e
tortuose anse tra pareti coperte di fitta vegetazione mentre la
pendenza diventa progressivamente più impegnativa. Al
termine delle gole, presso le prime case, si affronta un ripido
tornante, dopo il quale appare la frazione di Colletto (1272m),
appollaiata come nido d'aquila ai piedi di un roccione; vi giunge
una breve diramazione dal successivo tornante. Alla confluenza
di una valletta laterale sorge Campomolino (1141m), sede del
comune di Castelmagno, a cui si accede con una breve diramazione;
in corrispondenza dell'incrocio la strada si impenna e sale molto
ripida fino ad un tornante nella valletta laterale prima di
ritornare nella valle principale sempre con forti pendenze. Il
tracciato si snoda lungo il roccioso e ripido versante
settentrionale della valle con alcune brevi semigallerie di
protezione; la pendenza si mantiene sempre ripida. Si
affrontano due tornanti; dopo il secondo si percorre uno dei
tratti più tremendi con pendenze che raggiungono il 18% ed
una curva micidiale di fronte alla cappella di San Bernardo di
Mentone; con pendenza leggermente meno ripida si raggiunge
Chiotti (1542m) e si affrontano due tornanti; dal secondo un
sentiero raggiunge la chiesetta di Sant'Anna. Si procede con
pendenza moderata e si incontra addirittura un breve falsopiano
prima di riprendere la dura ascesa entrando nell'ampia conca
dominata dal Santuario di San Magno. In forte ascesa si passa
tra le case di Chiappi (1661m), poi si affronta un altro tratto
tremendo ai piedi del Santuario; con due duri tornanti si arriva
al Santuario di San Magno (1761m), il cui nucleo primitivo del XV
secolo è inglobato nell'ampia chiesa del 1710; una breve
diramazione raggiunge il piazzale; lungo la strada sorge un
ristorante. Dopo un tratto duro si incontra un agognato pezzo
di dolce salita mentre il tracciato effettua una leggera
diversione per superare il torrente che scende dalla valletta
laterale che con ampi pascoli si apre a nord ai piedi del Monte
Tibert (2647m). La salita riprende ripida lungo lo scosceso
versante occidentale del vallone; dopo un tratto meno impegnativo
si attraversa il torrente e si effettua un'ampia curva sul
versante meridionale raggiungendo le Baite Parvo (1958m); si
riattraversa il torrente e si affronta un altro tratto molto
ripido e difficile risalendo un diritto vallone con lunghi
rettilinei e pendenze costantemente durissime. L'ambiente di
vera alta montagna risulta grandioso e selvaggio, con imponenti
cime rocciose e guglie di tipo dolomitico che si ergono aspre.
Dopo aver aggirato la testata della valle si raggiunge con
tracciato tortuoso la fattoria del Gias Fanniera (2191m); dopo un
breve falsopiano si affronta un tornante e la salita prosegue
molto dura fino al rifugio Trofarello (2300m), dopo il quale si
procede per breve tratto in moderata ascesa; ancora in dura
salita si affronta un tornante ai piedi della Rocca Negra (2496m)
e si procede in costa fino al bivio (2361m) per il vicinissimo
Colle d'Esischie (2370). Ormai in
vista del valico si procede alla base della Rocca Ciarmetta
(2553m) e si raggiunge il crinale con il Vallone di Marmora al
Colle del Vallonetto (2447m), che non viene attraversato, ma che
consente una breve visione del vallone citato. Si affronta un
altro tratto durissimo tagliando una strapiombante parete
rocciosa e si raggiunge il solitario passo, aperto tra due
piccole cime; sulla cima occidentale sorge una cappella.
Da
Demonte (780m) si segue la strada asfaltata che risale il Vallone
dell'Arma fino al Colle di Valcavera
(2416m); all'imbocco dello stretto passaggio roccioso che
rappresenta il valico si svolta a destra per risalire in costa il
selvaggio Vallone dei Morti. Dopo aver superato un costone la
pendenza diventa molto dura fino all'imbocco di uno stretto
passaggio fra i sassi e le pareti rocciose; in falsopiano si
percorre l'ultimo facile tratto con una ringhiera di protezione
verso valle fino a raggiungere il Colle della
Fauniera.
(Itinerario percorso il 14/08/1999 salendo da
Caraglio e scendendo a Demonte)
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